FIORI DI LOTO.

Se ora vi proponessi di partire in un tardo pomeriggio di metà luglio per un viaggio nel sud est asiatico senza nemmeno farvi prendere un aereo e senza farvi attendere al check-in di qualche rumoroso aeroporto europeo come reagireste???

Impossibile, impensabile e concretamente irrealizzabile.

Ma per certi sogni a volte basta davvero poco………qualche chilometro di strada collinare a sud del lago di Garda, direzione Santuario delle Grazie Curtatone di Mantova, qualche euro in tasca ( ne bastano davvero pochi) e un po’ di cuore, di quello aperto alle emozioni della vita e il gioco è fatto.

Ora provo a raccontarvelo!

Un borgo di quattro case, due ristoranti e una piazza davvero preziosa con in fondo incastonata una chiesetta che ha fatto davvero dei grandi miracoli in questi secoli.

Una stradina breve breve che finisce in un parco contornato di salici e alberi e da uno specchio d’acqua tranquilla che dà vita ad uno scorcio davvero emozionante del Parco Naturale del Mincio.

E’ qui che inizia il nostro viaggio, quello che ho promesso di farvi compiere oggi, con un omino della folta barba bianca a guida di un’imbarcazione, più simile ad una zattera coperta, che ci condurrà a scoprire come tante meraviglie del creato siano davvero alla portata di tutti e cosi vicine al nostro vivere quotidiano.

Il cielo è limpido e di un azzurro intenso, terso, quasi da quadro; il sole scalda e l’aria fresca non disturba la nostra permanenza su questa piccola piattaforma, nonostante la spalla del vicino di posto cozzi spesso contro la nostra.

Un’oasi di verde, canneti , piante acquatiche ed arbusti a medio fusto ci introducono fra le acque di questo incredibile paesaggio e da qui immersi in questa natura cominciamo ad intravedere il volo di un airone cinerino e il rapido immergersi di uno svasso intento a cercare cibo.

Ma oggi le sorprese saranno molte e così dicendo il nostro capitano / cicerone ci accompagna con la sua voce e il suo timone, in un piccolo canale artificiale che terminerà giusto un paio di minuti dopo, in un entusiasmante specchio d’acqua ricoperto quasi completamente da gigantesche foglie di un verde intenso, brillante, quasi dei mini giardini di erba rasata dai quali spicca maestosamente il rosa dei fiori di loto. Una brezza leggera li accarezza e morbidi si piegano a sfiorare l’acqua e la superficie delle foglie che coniche si aprono quasi a raccoglierne le lacrime.

Un fiore di una bellezza semplice, e dai colori talmente delicati che a sfiorarli pare quasi di percepirne il candore e la gentilezza.

Se alzando lo sguardo all’orizzonte non si intravedesse nitida la sagoma della cupola del Duomo e il profilo del palazzo reale, direi di aver davvero vissuto per un attimo la sensazione di un paesaggio orientale.

Il fior di loto, giunge proprio da qui, dal sud est asiatico, Cina, Birmania, India e Pakistan ed è stato casualmente introdotto in questa zona nel 1921 da Maria Pellegraffi, giovane studentessa di biologia all’università di Parma.

Da allora si è diffuso in questo parco naturale sino a divenire ai giorni nostri pianta infestante e a rubare spazio alle nostre autoctone e scontate ninfee.

Gli uccelli trovano il loro habitat fra le acque dei canneti circostanti e in questo luogo ideale depongono le loro uova e le accudiscono in tranquillità, disturbati solamente dal rumore di qualche comitiva schiamazzante.

Il percorso del Mincio, che qui si apre per lasciare posto a quest’oasi di eccezionale rilievo , è davvero un esempio di come la natura abbia amorevolmente amalgato quanto di autoctono ci fosse con l’introdotta pianta esotica.

Frassini, platani, aceri, querce, tassi e magnolie in un ancestrale sodalizio si sposano con piante galleggianti e fiori di palude.

Gli aironi, i trampolieri, gli svassi,le sgarze convivono e creano il loro ecosistema con i pesci di acqua dolce… carpe, tinche,anguille e con nuvole di farfalle e di libellule leggerissime.

Dopo quasi due ore di navigazione attraverso un intreccio di canali naturali ed artificiali che disegnano questo territorio, il ricordo di questo angolo di Paradiso, cosi suggestivo e al tempo stesso spontaneo, rimane nel nostro animo ben oltre il rientro sulla terraferma.

Una sensazione di pace e di serenità invade il nostro animo e al silenzioso giungere del tramonto, facciamo ritorno verso casa.

Un pensiero solo adesso accomuna i nostri cuori… di paesaggi meravigliosi è davvero pieno il mondo …a noi scoprirne la bellezza… e saperci emozionare.

Testo e foto di Micaela Madesani per Progetto I.L.I.E.

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One Response to “FIORI DI LOTO.”

  1. michele scrive:

    Un pezzo semplicemente stupendo! Complimenti all’autrice!

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