LA NOSTRA VISITA A VILLA E BOSCO BURI.

Domenica 25 marzo si è svolta la XX° giornata FAI di primavera. La giornata, dal punto di vista meteorologico, era l’ideale per recarsi a visitare palazzi, ville e parchi. Ben 670 siti aperti in via del tutto eccezionale e che di solito rimangono chiusi o sono inaccessibili al grande pubblico.

Così, dopo aver letto su “L’Arena” – il quotidiano di Verona – che era aperta al pubblico Villa Buri, ci siamo recati sul posto, curiosi di visitare l’edificio del XVIII° secolo.

Lo stabile si presenta semplice ed elegante al tempo stesso. Le stanze che la guida del FAI ci fa visitare, hanno i soffitti affrescati e grazie a dei giochi prospettici sembra che i busti disegnati siano in marmo e in “3D”.

La stanza che ci è piaciuta di più e che secondo noi merita di essere citata è quella che un tempo era la sala da pranzo, l’unica con il soffitto di legno, ancora originale. Su tre delle quattro pareti vi sono dei dipinti: su una vi è rappresentata una ideale giornata di svago dei conti Buri; su un’altra vi è raffigurato un momento di giochi con i bambini; su una terza parete, invece, proprio sopra al caminetto, vi è il ritratto di alcuni giocatori di carte: uno dei quali mostra tutta la sua delusione per essere stato battuto, mentre un altro mostra il proprio compiacimento per la vittoria.

Alcune delle pitture presenti nella stanza risultano essere state rovinate dai soldati tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale.

La villa è situata all’interno del parco omonimo, ed è conosciuta dai veronesi in quanto meta ideale per trascorrere la pasquetta o i pomeriggi domenicali, essendovi un campo da pallavolo, due campetti per giocare a calcio e tanto verde per passeggiare e dare libero sfogo ai bambini. Il luogo è conosciuto anche perché qui ogni anno si svolge la “festa dei popoli”, una giornata all’insegna della multiculturalità e dell’integrazione.

Oltre al parco vi è anche un’ampia area boschiva, all’interno della quale sono ospitati alberi alti con fusti e radici talmente grandi da rimanere impressionati. Vi è anche un percorso sensoriale, dove poter vedere e odorare le piante officinali o poter toccare con mano gli alberi e riconoscere le diverse tipologie di foglie.

L’intera area è tenuta in ordine grazie al lavoro costante di gruppi di volontari, senza i quali questo parco non sarebbe accessibile.

La giornata è trascorsa velocemente e noi, stanchi anche per effetto del cambio dell’ora, decidiamo di tornare a casa, ripromettendoci di tornare ancora.

Michele TONIN per progetto I.L.I.E.

02/04/2012

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