DIARIO DEL VIAGGIO IN MAREMMA: 01. SAN GALGANO, LA CASA DEL SOLE.

Da sempre, nell’immaginario collettivo, la Toscana esercita un fascino senza pari: per le sue città, ricche di arte e di storia; per i suoi uomini che nel tempo hanno saputo darle prestigio: Dante, Petrarca, Boccaccio, Leonardo, Galileo e… Benigni; ma anche per i suoi ampi e verdi territori.

La Toscana, culla della civiltà etrusca, del Rinascimento e della lingua italiana, è la terra che affascina ed attrae il turista da sempre.

Con queste premesse, curioso di conoscere quella parte del territorio toscano che si chiama maremma, ho deciso di accettare l’invito a partecipare ad un viaggio in quel luogo.

Il viaggio parte da San Martino Buon Albergo (Vr) di primo mattino, quando fuori è ancora è ancora buio e la gente è ancora a letto. Il cielo sembra essere sereno e la temperatura ottima per intraprendere un lungo percorso in autostrada. Ma la sorpresa arriva sugli Appennini, con un fitto muro di nebbia e poi la pioggia incessante.

Un paio d’ore più tardi la pioggia lascia il posto al sole e al vento. L’arrivo a Chiusdino, in provincia di Siena, segna la prima tappa del viaggio.

In questa zona si trova la famosa Abbazia di San Galgano, eretta dai monaci cistercensi nel XIII° secolo e abbandonata, a seguito di numerosi eventi, qualche secolo più tardi.

È famosa per essere priva del tetto, particolare questo che le dona un fascino del tutto particolare. L’Abbazia – ora sconsacrata – è dedicata a Galgano, la cui storia sfiora la leggenda: dopo anni di sterilità, grazie all’intercessione di San Michele Arcangelo, la madre rimase incinta di Galgano, il quale venne alla luce nel 1148. La famiglia del giovane era benestante ed egli pareva essere votato alla vita di cavaliere. Ad un certo punto della sua esistenza il giovane Galgano sentì che la sua vita di cavaliere non lo soddisfava, perciò decise di dedicare la sua intera esistenza a Dio. Si ritirò come eremita sulla collina di Montesiepi, conficcando in una roccia la sua spada. Attorno a quella roccia, pochi anni dopo la morte di Galgano, sorse l’eremo di Montesiepi, un fabbricato più volte rimaneggiato nei secoli.

La famosa Abbazia, invece, sorgerà quasi cent’anni più tardi e sarà posta più a valle. Il fascino particolare di questo complesso – oltre all’assenza del tetto – è quello di essere attraversato in modo del tutto particolare dalla luce. Il cielo e la luce del sole giocano con i muri e le finestre, dando vita ad uno spettacolo ogni volta diverso ed affascinante.

L’emozione è vedere la natura attraverso le aperture delle finestre, dove si possono vedere gli alberi in fiore accarezzati dal vento e la vallata che si espande attorno.

SAN GALGANO E LA MUSICA.

Nel 2008 i Pooh, celebre gruppo musicale italiano, pubblicano “Beat Regeneration”, un disco dove reinterpretano, secondo il loro stile, le canzoni più importanti del beat italiano. Tra queste c’è “La casa del sole”, cover della canzone americana “The huose of rising sun”. I Pooh, per la promozione dell’album, decidono di realizzare il videoclip de “La casa del sole” e lo girano proprio all’interno della celebre Abbazia di San Galgano. In questo videoclip è proprio il gioco di luce che entra dalle finestre ad essere il vero protagonista.

Che altro aggiungere. Le parole poco posso di fronte alla bellezza del posto. Vi consiglio caldamente di visitare di persona questo prezioso angolo di Toscana.

Michele TONIN per progetto I.L.I.E.

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