CUBA, OLTRE GLI STEREOTIPI

“La perla delle Antille”, così è chiamata Cuba, la più grande e la più importante delle isole caraibiche. Territorialmente si identifica con lo stato omonimo. Cuba è un paradiso per i turisti, con le temperature che sfiorano i 27 gradi in luglio e i 22 gradi in gennaio, ma che tra agosto ed ottobre è preda degli uragani.

Se agli occhi dei turisti l’intera isola sembra offrire solo incredibili bellezze naturali, appena fuori da quei luoghi di puro relax esiste un mondo dove gli autoctoni tutti i giorni devono fare i conti con le difficili condizioni cui sono costretti per poter vivere e andare avanti, sperando di non incappare in qualche guaio con il regime castrista, che ormai da anni detiene il potere.

Riproduzione in cartapesta di una tipica auto cubana.

Per molti di noi Cuba non è solo spiagge e belle donne, ma è anche Che Guevara e sigari. Insomma, questo è un paese noto per i tanti – forse troppi – luoghi comuni, ma del quale conosciamo poco il suo volto più vero e forse meno solare, dove la gente si sposta ancora sui carri trainati dai cavalli e tutto sembra essere rimasto fermo agli anni ’50 del secolo scorso.

Le recenti riforme poco hanno inciso sulla quotidianità del cubano medio. Se alcuni possono permettersi elettrodomestici o quant’altro non sia possibile acquistare con uno stipendio medio di poco più di 20 euro al mese, in parte lo devono alle rimesse di denaro di coloro i quali sono emigrati verso gli Stati Uniti o verso i Paesi dell’Unione europea.

Per migliorare Cuba non serve solo un cambio di regime, ma di mentalità, con la gente in grado di aprire attività, capace di investire nel futuro e in sé stessa. Serve una apertura del mondo verso questo paese, soprattutto da parte degli Stati Uniti e dei paesi del BRIC. Per l’isola che un tempo vide protagonista il “Che”, riallacciare i contatti con il mondo potrebbe essere la possibilità per tornare a sperare in un futuro migliore. Ma il domani è tutto nella forza di volontà e nell’orgoglio del popolo della “perla delle Antille”.

Testo e foto di Michele TONIN per progetto I.L.I.E.

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