UNA PARTICOLARE ESPERIENZA IN TOGO

Qualche mese fa Enzo Caldarola ci aveva proposto di realizzare un’intervista a Elisa, una sua amica che da anni vive un’esperienza di volontariato davvero unica in Togo. Enzo ci aveva proposto di leggere il blog di Elisa, prima di decidere. Visto il blog, la cosa ha iniziato ad incuriosirci, tanto da accettare la proposta.

Le cose però sono andate per le lunghe, a causa delle ferie estive, e di altri imprevisti. Poi, finalmente, a fine ottobre riusciamo a far giungere, via e-mail, ad Elisa le nostre domande, alle quali ha gentilmente risposto.

1 – Perché hai scelto il Togo per vivere questa esperienza?

Elisa: È successo per caso, come tante cose nella vita. Finito un corso di specializzazione sulle malattie dei paesi tropicali, una persona che ho conosciuto a questo corso, che stava cercando alternative al servizio civile, mi ha informato di aver trovato un’ associazione che proponeva soggiorni di volontariato in alcuni paesi in via di sviluppo, tra i quali il Togo. Ho approfondito la ricerca e visto il mio interesse per il continente africano e le sue problematiche, ho deciso di iniziare questa avventura e sono partita per tre mesi: questo mi ha cambiato per sempre la vita.

2 – Ti va di raccontarci un po’ di te?

E: Sono nata a Torino ma vivo a Novi Ligure ormai da otto anni. Ho 32 anni e sono un tecnico sanitario di laboratorio. Ormai Sono più di vent’anni che amo l’Africa, ma il primo primo viaggio risale a soli sei anni fa… da allora ogni anno ci vado sia per vacanza che per volontariato. La mia vita si è trasformata in seguito all’esperienza che ho fatto in Togo. Ho sempre avuto molti interessi e una vita piena, famiglia, fidanzato (con cui in futuro vorremmo aprire una casa famiglia in Togo) amici, attiva nel sociale ma questa esperienza ha cambiato e sta cambiando il mio modo di vivere e sentire la realtà.

3 – In che modo ti mantieni?

E: Sono un tecnico di laboratorio analisi all’ospedale di Novi Ligure. Quando vado in Togo tutte le mie spese sono a mio carico dal viaggio alla permanenza e a volte ai progetti con le scuole.

4 – Fai parte di un’associazione di volontariato?

E: No, non faccio parte di nessuna associazione. Anche se mi trovo a collaborare con un’associazione milanese-togolese Afriaca. Ma i miei progetti con le scuole di solito li faccio senza l’aiuto di nessuna associazione, ma sempre con l’aiuto di amici e parenti e con l’aiuto della popolazione locale. Vorrei far notare che lavoro sempre col massimo rispetto dei bisogni delle persone che vi abitano, cercando di capire il loro punto di vista seppure molto diverso dal mio. È una cosa molto importante per me, perché credo che in passato, come nel presente, gli aiuti siano sono stati più che altro delle imposizioni.

5 – Com’è stata l’accoglienza da parte degli autoctoni?

E: Ogni qualvolta che sono stata ospite di persone che non conoscevo sono stata accolta come una di famiglia, non mi sono mai sentita in difficoltà anche se di carattere timida.

6 – Com’è la tua giornata-tipo in Africa?

E: Non esistono giornate tipo, dipende da quello che c’è da fare… se si tratta dei progetti per le scuole che seguo vado nel cantiere o a comprare il materiale che occorre. Questo sempre con un maestro di scuola media che mi ha seguito in tutti i miei progetti o come l’anno scorso con un’amica. Se invece collaboro, come l’anno scorso, con Afriaca vado in giro per le scuole che hanno adottato e dove ho io dei bimbi adottati a distanza o lavoro nell’orfanotrofio che l’associazione appoggia, un’esperienza meravigliosa; i bimbi sono stupendi. O altrimenti vado in giro per la città, per i mercati (la mia passione) o vado a trovare gli alunni della scuola Lonlon.

Una scuola in Togo.

7 – Com’è la tua vita in Italia?

E: La mia vita in Italia è molto semplice. Cerco di andare a congressi o eventi che riguardano l’Africa e leggo anche riviste e libri sull’Africa. Ho un gruppo di amici che si riunisce una volta a settimana per parlare di temi che ci hanno colpito o per vedere film o leggere libri. Amo il cinema e la musica.

8 – Secondo te, in base alla tua esperienza, esiste davvero il mal d’Africa?

E: Il mal d’Africa esiste eccome e per fortuna non si può curare. Sin da ragazza sono sempre stata incuriosita dagli africani che incontravo nella mia città e dai misteri relativi alla loro cultura che riuscivo solo ad immaginare. Nel corso degli anni spinta da questa curiosità ho cercato di saperne di più, di informarmi e di conoscere. Solo vivendo l’Africa ho capito il significato di quello che comunemente si definisce mal d’Africa. A mio parere ciò che compone il mio mal d’Africa è in primo luogo la nostalgia per le persone, il luoghi, i profumi, il sole, l’aria, il cielo che solo questo luogo è capace di lasciarti dentro. In secondo luogo dato da un istinto materno che provo per questo paese e popolo… forse perché l’Africa è la culla dell’umanità e mi sento di dover proteggere questa cultura millenaria. Tutto ciò mi fa sentire l’Africa come Casa, mi sento accolta, coccolata, amata.

Un ospedale togolese.

9 – Qual’è attualmente la situazione politica ed economica del Togo?

E: La situazione in Togo è stabile, anche se c’è una finta democrazia. Il presidente è stato rieletto tre anni fa, ma sembra che ci siano stati dei brogli. È figlio del dittatore che è stato a capo del Togo per una trentina di danni, aveva creato un esercito e ora il figlio, l’attuale presidente si trova a doverli gestire o meglio è l’esercito che lo gestisce..

La popolazione si lamenta molto della sanità, pensate che la gente ricoverata deve comprarsi medicine, pagarsi operazioni e il cibo da mangiare. Se non paga alla fine del ricovero non viene fatta uscire. Ci sono le guardie. Ho sentito di gente che è morta con i medici che guardavano senza far nulla perché non poteva pagare! !! Un altro grosso problema è l’istruzione. Il presidente ha reso gratuita la scuola elementare, peccato che non mandi gli insegnanti e quelli che ci sono non li paghi. Ci sono poche scuole e molto spesso sono in condizioni terribili.

10 – Cosa ne pensi del comportamento dei paesi ricchi nei confronti di quelli poveri?

E: Il colonialismo in teoria è finito da un bel po’ di anni. Tutti gli stati africani in teoria sono indipendenti, ma è solo in teoria. In pratica sono sempre delle colonie di paesi occidentali e ora anche Cinesi. Penso che ci sia la volontà da parte dei paesi ricchi a lasciare l’Africa nella povertà. Spesso gli aiuti sono fatti male e rendono dipendenti.

11 – Qual’è l’insegnamento più bello che ti ha dato la gente del Togo?

E: Sarò scontata ma l’insegnamento più bello è: godere delle piccole cose, esserne felici; sorridere sempre e godersi il tempo. Ops… forse è più di un insegnamento… direi che se devo sceglierne uno: godere delle piccole cose.

12 – Puoi raccontarci un fatto che è avvenuto in Togo e che ti piace ricordare?

E: Il primo anno che sono stata in Togo ho ricevuto una bruttissima notizia dalla mia famiglia, mio nonno era morto… quando l’ho saputo stavo lavorando in ospedale… sono uscita piangendo a piedi nudi sulla terra rossa che tanto mi fa bene e ho cominciato a camminare… una signora (che non avevo mai visto prima) mi ha vista piangere ed è venuta li e mi ha abbracciato, mi ha cullato, mi ha sorriso e mi ha detto semplicemente: “Courage”.

13 – A che punto è il tuo sogno progetto di costruire una casa-famiglia in Togo?

E: Il progetto della casa famiglia è con me, nella mia testa e nel mio cuore, da anni. Amo i bambini, amo l’Africa e ho pensato che sarebbe stato stupendo creare una grande casa in cui accogliere bimbi senza genitori, madri senza un lavoro accoglierle con amore per cercare di dare una mano nella vita di tutti i giorni, con la scuola, la salute, il cibo. Mi piacerebbe che fosse una casa d’accoglienza per tutti quelli che ne hanno bisogno. Speriamo di riuscire in questo progetto, ma dovrò fondare un’associazione per dare la sicurezza alla casa anche nel momento in cui non ci sarò più.

Il traffico

Ringraziamo nuovamente Elisa per la sua disponibilità e anche Enzo, per aver fatto da tramite. Chi volesse visitare il blog di Elisa, questo è l’indirizzo:

http://blog.libero.it/EsperienzaTOGO/

A cura dello Staff di progetto I.L.I.E.

MA03

Tags: , ,

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.