TOC

Toc… toc… toc…

Chi ha bussato?

La montagna.

Ironia della sorte, il monte si chiama proprio Toc. E bussa alle porte,

vuole entrare nelle case di Vajont, di Longarone, di Pirago, di Rivalta…

Il rilievo preme, spinge, si infuria.

Se poggiasse su un ripiano solido i suoi passi lo farebbero inciampare, cadere, sgretolare.

Invece ha i piedi immersi nell’acqua.

Il gigante si muove. Come per spiccare un balzo, si piega su se stesso e si lancia all’attacco.

Avanza con ira, impetuoso, sempre più rapido, sempre più forte.

Il gigante corre, tuona. Si abbatte sui borghi lanciando un ruggito di morte

fino a sventrare le case di Vajont, di Longarone, di Pirago, di Rivalta…

È un boato di raffiche, di flutti, di pietre, di edifici, di strade,

di urla, di affetti perduti, di sogni infranti.

Con la forza si prende tutto. Nulla può il topolino contro la montagna…

Poi arriva il silenzio.

Intorno soltanto macerie.

Dolore, buio e disperazione.

Un deserto

sotto la placida luna

celata dalla bruma.

 

Poesia scritta da Elena SALGARI per progetto I.L.I.E.

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