QUELLA SORPRESA SUL TOC

Lo scorso 2 gennaio, mentre stavo leggendo L’Arena, il quotidiano di Verona e provincia, a pagina 41 sono stato attratto dal titolo a caratteri cubitali: “IL FIORE DEL VAJONT”.

Incuriosito, ho iniziato a leggere l’articolo: <<L’ultimo, straordinario, omaggio alle vittime del Vajont […] l’ha fatto madre natura: un fiore mai visto prima, scoperto proprio dove la frana finì nel lago>>. Nel corso di quell’articolo, scritto da Bertolo Fracaroli, ho capito che si trattava di una nuova specie di orchidea.

Ma a dare una spiegazione più dettagliata era il box posto al centro, nel quale, con dovizia di particolari, si spiegava che << il fiore del Vajont è l’orchidea selvatica […] Lipanis Ioselli, subspecie nemoralis.>>. Questa specie particolare di orchidea, secondo gli esperti, si troverebbe esclusivamente sul Monte Toc e crescerebbe solo sulla famosa ferita a forma di “M”.

Nei giorni successivi alla lettura di quell’articolo (qui il link), lentamente sono nati i versi che compongono la poesia che trovate qui sotto. Per circa dieci giorni è rimasta chiusa in un cassetto e solo dopo averla fatta leggere ad una persona di fiducia, ho deciso di pubblicarla integralmente.

Buona lettura.

L’ORCHIDEA DEL VAJONT

Un piccolo fiore è sbocciato,

dove la Vita sembrava essere vinta.

Un piccolo fiore è sbocciato,

dove sembrava non dovesse più battere un cuore.

Un piccolo fiore è sbocciato,

e alla Vita ha ridato coraggio.

Michele TONIN per progetto I.L.I.E.

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