I MIGRANTI E LE NOSTRE COSCIENZE LACERATE

Un emigrante italiano dalla nave indica la statua della libertà.

L’attualità entra prepotente, come la lama di un coltello, lacerando non la nostra carne, ma le nostre coscienze. La foto del corpo di un bimbo siriano, morto mentre attraversava su un barcone il tratto di mare che divide la Turchia dalla Grecia, scuote l’Europa. Sembra di rivedere i nostri avi che si imbarcavano sulle navi per raggiungere l’America. Viaggi della speranza, organizzati da persone senza scrupoli ieri come oggi. I volti degli emigranti di ieri simili ai volti dei migranti di oggi. Le tragedie, i morti di ieri e le tragedie e i morti di oggi. Nulla sembra cambiare. Ora abbiamo la possibilità di vedere come furono trattati i nostri emigranti e abbiamo l’opportunità di non ripetere quegli stessi errori, per costruire, in un modo migliore, una possibile convivenza.

Testo di Michele Tonin per progetto I.L.I.E.

Disegno di Davide Z. per progetto I.L.I.E.

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