TRA LA TERRA E MARTE

ottobre 2nd, 2017 by michele

Capita sempre più spesso di leggere sui giornali notizie provenienti dallo Spazio: la scoperta di nuovi pianeti, forse adatti alla vita e che si trovano al di fuori del nostro sistema solare; asteroidi che passano vicino alla Terra, ma a distanza di sicurezza. Poi l’astronauta italiano Paolo Nespoli che a 60 anni è tornato sulla Stazione Spaziale Internazionale ed infine si leggono pressoché cicliche le notizie sulla futura missione spaziale su Marte, con il rilascio alla stampa, da parte della NASA, delle tappe che porteranno l’uomo sul pianeta rosso. Ma perché tutte queste notizie vengono sempre più spesso messe in evidenza dai mezzi di informazione, ottenendo non solo una vasta eco, ma anche un vasto seguito di pubblico?

Il motivo è da ricercare nel fatto che all’uomo da sempre piace pensare di non essere solo nell’universo. Per di più, l’essere umano negli ultimi decenni, visti i numerosi problemi di carattere ambientale e la sempre più ridotta disponibilità dei combustibili fossili e di materiali utili per la realizzazione di beni e servizi, sta cercando altri luoghi, oltre l’atmosfera terrestre, non solo da sfruttare, ma anche adatti alla vita.

La Luna e Marte rimangono, al momento, i due luoghi extraterrestri dove l’uomo potrebbe andare. La possibilità che ciò avvenga è sempre più concreta, in modo particolare per la realizzazione di una missione volta ad esplorare o a colonizzare il pianeta rosso. Quando? Probabilmente verso il 2035 / 2037. In questi anni sono in corso studi e ricerche volti a trovare il carburante adatto al viaggio, soluzioni tecnologiche per rendere più veloci le comunicazioni, preparare i potenziali equipaggi. Sapere però se sarà una missione di esplorazione o una più complessa colonizzazione non dipenderà solo dai costi, ma da ciò che si vuole fare davvero. Cioè se vogliamo che il pianeta rosso diventi una “Terra” di riserva, di studio o un luogo da sfruttare economicamente.

Se si deciderà di colonizzare Marte, si dovrà mettere in conto il fatto che più persone si manderanno lassù, più probabilità vi saranno che la colonia marziana si organizzi e ad un certo punto decida di staccarsi dalla madre Terra e voglia diventare autonoma. Quindi è bene pensare già molto prima di spedirvi degli uomini come ciò possa accadere e fare in modo che tale evento avvenga – se dovrà accadere – senza dispendiosi e tragici contenziosi. La storia delle tredici colonie americane staccatesi dalla madre patria inglese è lì a ricordarci che la voglia di autonomia non è una cosa poi così remota. Certo, ci vorranno molti anni prima che ciò accada, ma è bene prevenire in tempo cose molto spiacevoli e fare in modo che non si ripetano certi incidenti della Storia.

D’altro canto, se guardiamo da un lato puramente culturale ed evolutivo, la cosa non può essere che estremamente favorevole. Anzitutto, la ricerca di nuove fonti di energia, la ricerca di nuove tecnologie potrà avere una ricaduta anche sulla nostra quotidianità; poi concedere ai futuri “marziani” una certa autonomia, darà loro la possibilità di creare, nel tempo, una nuova cultura e generare nuove idee e lo scambio – non solo commerciale, ma anche culturale – con la Terra, potrebbe dare vita ad un nuovo “rinascimento”.

Creare una nuova comunità, un nuovo sistema di leggi, porterà gli uomini ad essere costretti ad ingegnarsi per trovare un modello di vita migliore – si spera – rispetto a quello qui da noi esistente e sarà qualcosa di estremamente complesso che richiederà parecchio tempo, ma che permetterà all’umanità di scrivere una nuova e affascinante pagina della propria storia evolutiva.

Pensare oggi a queste nuove possibilità e a ciò che potrebbe davvero accadere in un futuro prossimo, magari per noi distante, forse è fuori dalla portata della nostra mente, ma – ammettiamolo – è davvero affascinante provare ad immaginare la prossima nuova tappa dell’umanità che si svilupperà tra la Terra e Marte.

Testo di Michele TONIN per progetto I.L.I.E.

Illustrazione di Davide Z. per progetto I.L.I.E.

UNA BREVE STAGIONE

settembre 27th, 2017 by michele

Cari amici,

non è facile trovare le parole, soprattutto per raccontarvi quello che stiamo per annunciarvi. Da oggi inizia una nuova stagione ricca di nuovi articoli, nuove storie e… di nuovi disegni. Ma sarà una stagione molto breve, perché dopo sei anni progetto I.L.I.E chiuderà i battenti il prossimo 25 febbraio 2018.

Ve lo diciamo con il cuore gonfio di emozione. Non è stato per noi facile arrivare a prendere questa decisione, ma è stata una scelta inevitabile: ogni componente di questo gruppo è sempre più preso dalla frenesia che la vita di oggi impone, da non riuscire più a trovare il tempo per seguire questa avventura. Così, lo scorso mese di maggio, abbiamo deciso le tappe che lentamente ci faranno a portare questa nave in porto. Fino all’ultimo vi racconteremo cose che ci e vi permetteranno di guardare oltre l’orizzonte più vicino, ve lo promettiamo.

Ma vi consigliamo di non abbandonarci proprio ora, perché abbiamo in serbo per voi qualcosa di interessante, prima che cali definitivamente il sipario su questa esperienza. Se, invece, deciderete di abbandonarci già ora, vi diciamo grazie di cuore per averci sostenuto e seguito.

Comunque sia, vi invitiamo a seguirci ancora, perché da ora l’avventura si fa più interessante!

Il team di progetto I.L.I.E.

Illustrazione di Davide Z.

#ultimastagione

#progettoilie

ANDIAMO AVANTI, OLTRE L’ORIZZONTE PIU’ VICINO

maggio 1st, 2017 by michele

Cari amici,

noi di “progetto I.L.I.E.” abbiamo deciso di cambiare il significato dell’acronimo, a partire da oggi 1° maggio. Infatti, da “progetto Identità Locale e Identità Europea” passiamo a “progetto Indipendente di Libere Idee ed Esperienze”. La decisione è nata dal desiderio di allargare i nostri orizzonti e di avere più libertà di affrontare nuovi argomenti e nuove esperienze. Detto ciò, una cosa ci preme ricordarvi: è cambiato il significato dell’acronimo, ma noi continueremo a guardare, insieme a voi, oltre l’orizzonte più vicino.

A presto!

Il Consiglio direttivo di “progetto I.L.I.E.”

UN MONDO DI WEBETI?

ottobre 14th, 2016 by michele

Non capita tutti i giorni discutere in rete di neologismi nuovi. Per lo meno non è materia capace di far discutere il mondo del web. Quando i social, a furor di popolo, elevarono a nuova parola “petaloso”, si scatenarono le più accese critiche perché quella nuova parola era stata inventata da un bambino e in un qualche modo avvallata dall’Accademia della Crusca. Ora sul web è nata una nuova parola, coniata dal celebre giornalista e direttore del Tgla7, Enrico Mentana. In molti si sono espressi su questa nuova parola, senza sollevare molte critiche contrarie, ma quantomeno positive. Il termine in questione è “webete”, che come spiega il giornalista Roberto Cotroneo sul settimanale “Sette” del Corriere della Sera, webete è “un idiota che crede a tutto quello che legge, e soprattutto amplifica e diffonde”.

Parte della colpa è di quelle “testate” (o presunte tali) che mettono in bella vista, sui social network, articoli con titoli-esca, creati per far sì che l’utente clicchi e vada a leggere e ne rimanga per lo più colpito e poi a sua volta che l’utente-lettore condivida quel link. Un’altra parte della colpa è del lettore, il quale spesso si accontenta di quel che legge, senza confrontare articoli simili di altre testate (magari più serie) presenti in rete, per cercare di farsi un’idea più completa e meno stereotipata sull’argomento. Il problema è serio, perché sempre più persone commentano sul web su vari temi senza prima davvero informarsi, utilizzando il più delle volte dei commenti stereotipati, con buona pace della lingua italiana, che il più delle volte viene ahimè massacrata (ma questa è un’altra storia).

Il fatto è che non solo le persone prendono per oro colato il primo articolo che trovano, senza sforzarsi di navigare per cercare ulteriori conferme o maggiori approfondimenti, ma che tale processo avviene anche in conseguenza del fatto che l’attuale sistema di organizzazione della nostra esistenza è sempre più compressa. Il mondo del lavoro è sempre più competitivo da non concederci più reali spazi, per tanto il tempo dedicato a noi stessi e alla famiglia è una perenne ed affannosa corsa. In tutto ciò dobbiamo far vedere agli altri, sui social, che siamo informati, che seguiamo lo svolgersi degli eventi, ma lo facciamo in modo mordi e fuggi, senza avere il tempo di capire davvero e pensiamo che quanto abbiamo letto ci dia il diritto di esprimere un’opinione su qualsiasi cosa, manco fossimo Pico de’ Paperis!

Poi va aggiunto un altro fattore che il web sta amplificando: l’ego delle persone. Se tutti parlano e commentano su quel fatto, anch’io, per farmi vedere, devo commentare, dire la mia, anche se quel che scrivo si basa solo sul sentito dire.

A questo proposito ben si inserisce quello schema pubblicato sul blog del fotografo Federico Cerioni e che è stato rilanciato da repubblica.it ( http://www.federicocerioni.com/blog/la-mappa-per-le-discussioni-e-diventata-virale/ ), nel quale si dice: Se sto assistendo ad una discussione su un determinato argomento ci sono due strade: la prima: sono informato e quindi parlo, posso dire la mia; la seconda: non so nulla, quindi sto zitto e ascolto gli altri. Oppure, non so nulla, mi informo e una volta compreso parlo; se non ho ancora capito cerco di informarmi di nuovo, sforzandomi di capire meglio e poi posso parlare ed espormi. Se non ho ancora capito, sto zitto e lascio parlare e commentare chi ne sa davvero qualcosa. È uno schema efficace che ben spiega come dovrebbe essere non solo una conversazione nel mondo reale, ma anche sul web. Uno schema che molti dovrebbero seguire e come ha commentato il giornalista Lorenzo Gaggi su Twitter (@loregaggi), questo dovrebbe essere il <<manifesto minimo del buon senso>>, utile per iniziare a vivere in un mondo migliore.

Per questo, anzi, per tutto questo, noi di “progetto I.L.I.E.” vi abbiamo sempre segnalato le fonti e abbiamo molte volte aggiunto dei link, nei nostri articoli, a dei siti esterni o segnalato dei libri per approfondire i vari argomenti sin qui trattati. Per noi anche questo è “cercare di guardare oltre l’orizzonte più vicino”, per avere un mondo di persone migliori, non un mondo di webeti.

Michele Tonin per progetto I.L.I.E.

PER SAPERNE DI PIU’:

http://www.lastampa.it/2016/08/29/tecnologia/news/mentana-e-webete-il-neologismo-che-non-lo-viGVYkpFNMuhLEAnRtTpAL/pagina.html

http://m.huffpost.com/it/entry/11757264

ETERNI MONUMENTI

giugno 16th, 2016 by michele

Siamo arrivati alla conclusione di questa nostra iniziativa per ricordare il primo conflitto mondiale, anche se non escludiamo di ritornare tra qualche tempo sull’argomento. Qui sotto vi proponiamo una poesia che Michele Tonin ha scritto sul tema.

Buona lettura!

QUEGLI ETERNI MONUMENTI

Monti di dura pietra si innalzano fino al cielo,

eterni monumenti di quell’immenso sfacelo.

Testimoni dell’inferno di vite rubate,

spazzate via da baionette, bombe e cannonate.

Erano giovani e pieni di speranza,

ma finirono la loro vita in quell’assurda mattanza.

Combatterono senza capirne il motivo,

ma il loro eroismo tra la gente è ancora vivo.

In ogni paese vi è un monumento,

quasi un immortale testamento.

Il loro sacrificio sarà per sempre ricordato,

perché lo spirito d’Italia ha forgiato.

Ma i caduti sono stati in ogni dove,

l’Europa li ricordi senza esitazione.

Quella mattanza di cent’anni fa,

sia da monito per noi e per chi verrà.

Michele Tonin per progetto I.L.I.E.